martedì 23 luglio 2013

Samsung Exynos 5 Octa 5420: più potenza e nuova grafica - Tom's Hardware

Samsung ha presentato una versione evoluta dell'Exynos 5 Octa, la cui produzione di massa è attesa per agosto. Il nuovo Exynos 5420 si presenta con quattro core Cortex-A15 a 1.8 GHz e altrettante unità Cortex-A7 a 1.3 GHz - che operano ancora come due blocchi separati (configurazione 4+4). Queste caratteristiche permettono al 5420 di offrireprestazioni fino al 20% maggiori rispetto al modello attuale, il quale è caratterizzato da unità Cortex-A15 a 1.6 GHz e A7 a 1.2 GHz.
Un'importante novità rispetto al passato è la presenza di una GPU differente, una ARM Mali-T628 a sei core (ignota al momento la frequenza) che dovrebbe offrire prestazioni grafiche due volte superiori alla soluzione PowerVR SGX544MP3 a 533 MHz che ritroviamo sull'Exynos 5410. La nuova GPU offre, tra le altre cose, pieno supporto alle librerie OpenGL ES 3.0 e Open CL 1.1.
Il SoC di Samsung supporta schermi con risoluzione fino a 2500x1600 pixel, e consente anche di registrare video a 1080p e riprodurre filmati a 60 fps, anche in streaming wireless, ma solo a risoluzione HD. I produttori di smartphone possono abbinare a questo nuovo Exynos della memoria dual-channel di tipo LPDDR3 a 933 MHz, in modo da assicurare un bandwidth di 14,9 GB/s.
L'azienda sudcoreana non ha fatto alcuna menzione dei consumi, limitandosi a dichiarare di aver aumentato le prestazioni senza, di pari passo, incrementare la richiesta energetica. Di conseguenza l'efficienza ha fatto un balzo in avanti - non quantificabile in questo preciso momento.
Purtroppo Samsung non ha indicato in quali prodotti vedremo questo chip a otto core, anche se sappiamo bene che l'azienda ha in cantiere il Galaxy Note III, un phablet che potrebbe rappresentare il prodotto ideale per il debutto di questa nuova versione dell'Exynos 5 Octa.

lunedì 15 luglio 2013

Asus Memo Pad HD 7 in Italia a 149 euro - Tom's Hardware

Si tratta di un prodotto di fascia bassa con un display IPS multitouch capacitivo da 7 pollici a 1280 x 800 pixel, equipaggiato con un chip quad-core ARM Cortex-A7. La dotazione prevede poi 1 GB di memoria RAM e 16 GB di spazio di archiviazione, espandibile mediante il vano per le schede microSD. Il produttore offre inoltre 16 GB di spazio cloud.
Asus Memo Pad HD 7
Il sistema operativo è Android 4.2.2 Jelly Bean e sono inoltre previste due fotocamere, una posteriore da 5 megapixel e un frontale da 1.2 megapixel.
Per prezzo e dotazione entra in diretta concorrenza con il Nexus 7 di Google (per altro prodotto dalla stessa Acer), che potrebbe essere rinnovato proprio questo mese. Ha un peso di 300 grammi circa, e misura 120,6 x 196,8 x 10,8 millimetri, grazie al rivestimento in plastica disponibile nelle colorazioni grigio, bianco, blu, verde e rosa. Il produttore dichiara un'autonomia di 10 ore.
Per spendere meno non mancano le alternative, come l'Iconia B1 di Acer da 119 euro, ma hanno una dotazione meno lussuosa. Vi fa gola la nuova proposta Acer o aspetterete le novità di Google?

Motorola Moto X sempre in ascolto: tu parli e lui capisce - Tom's Hardware

Cresce la curiosità per Motorola Moto X, lo smartphone che dovrebbe riportare alla ribalta l'azienda statunitense finita nelle mani di Google dopo un lento ma costante declino. Leparole pronunciate da Dennis Woodside, AD dell'azienda, alla conferenza D11 di AllThingsD hanno alimentato l'interesse, che in queste ore si è fatto ancora più grande per alcune novità che riguardano il prodotto.
Anzitutto, in rete stanno facendo molto discutere le foto di Eric Schmidt, presidente del consiglio di amministrazione di Google, con in mano un dispositivo Motorola che potrebbe proprio essere un Moto X. Il dirigente era invitato insieme ad altri protagonisti dell'hi-tech alla Allen & Company Sun Valley Conference che si tiene annualmente nell'Idaho.
Schmidt impugna e usa uno smartphone con la cover posteriore bianca, dove albergano fotocamera e flash LED, ma di più al momento non si sa. Altre immagini mostrano la presenza di un bilanciere del volume posto lateralmente e di un jack da 3,5 mm sul bordo superiore del terminale.
Voci di corridoio riportano che la plastica sarà il materiale standard con cui sarà fatto il telefono, ma potrebbero esserci declinazioni che in qualche modo conteranno "legno", ma anche "metalli, ceramiche e tessuti". Sarebbe molto strano ritrovare del legno in uno smartphone, ma staremo a vedere.
Intanto l'operatore statunitense Rogers si è "fatto scappare" un video in cui parla di alcune funzioni del terminale - lo trovate qui, o in alternativa qui e qui. In base a quanto si può vedere, il Moto X sarà costantemente in ascolto e potrà ricevere comandi vocali e agire senza che l'utente debba accompagnare tale azione con la pressione di un tasto.
Durante il filmato viene poi spiegato come il Moto X visualizzi le notifiche direttamente a schermo, tramite la riproduzione di un'icona lampeggiante (così da mostrare immediatamente su quale tipo di servizio si sta ricevendo la notifica), e come sia possibile attivare la fotocamera scuotendo il polso, per poi scattare toccando direttamente un punto dello schermo - e non un'icona virtuale o un tasto fisico.
Per quanto riguarda le specifiche tecniche, non c'è ancora nulla di certo ma le ultime indiscrezioni indicano la presenza di un dual-core Snapdragon MSM8960DT con frequenza di 1.7 GHz e GPU Adreno 320, 2 GB di memoria RAM, 16 GB di spazio per l'archiviazione dati, una fotocamera posteriore da 10 megapixel e uno schermo da 720p, probabilmente AMOLED.
Caratteristiche non proprio da primato se fossero confermate, ma forse per mantenere il telefono in costante "ascolto" serve dell'hardware non troppo esigente, accompagnato da quella che speriamo sarà una buona batteria. Per quanto concerne la data della presentazione si parla di fine agosto, ma anche in questo caso non ci sono certezze.

sabato 13 luglio 2013

L'auto senza guidatore più avanzata del mondo è italiana - Tom's Hardware

L'Università di Parma e VisLab proseguono nello sviluppo dell'auto senza guidatore: il prototipo BRAiVE è riuscito a muoversi in autonomia e senza problemi nel traffico cittadino nelle ore di punta. Oggi a Parma è stato portato a compimento il PROUD Car Test 2013, il primo test al mondo in condizioni di traffico reale e su strade pubbliche urbanein scenari complessi (rotonde strette, strade trafficate a doppio senso, zone pedonali).
BRAiVE 
"BRAiVE è partito dal campus universitario, ha percorso Via Montanara, per poi immettersi sulla tangenziale Sud; dopo aver attraversato lo svincolo per la tangenziale Nord, è uscito su Via Europa e si è diretto verso il centro attraversando diverse rotonde e passaggi pedonali", sottolinea la nota ufficiale. "Ha poi imboccato il tunnel sotto il Ponte delle Nazioni, ha gestito il semaforo di viale IV Novembre e, procedendo sul Lungo Parma, ha raggiunto il Palazzo della Pilotta dove poi ha terminato la corsa. Tutto senza alcun intervento umano!".
La nuova auto
Il veicolo non è telecomandato, come potrebbero pensare in modi, ma si affida a una serie di sensori che percepiscono l'ambiente circostante. I sistemi di bordo interpretano la situazione del traffico e reagiscono di conseguenza, attivando lo sterzo e modulando la velocità in modo autonomo.
Si tratta di uno dei progetti più avanzati del mondo che vede il coinvolgimento dell'Università di Parma (Dip. di Ingegneria dell’Informazione), VisLab, e DISS (Centro Universitario di Ricerca Avanzata per la Sicurezza Stradale). Ovviamente durante i test sono stati coinvolti la Direzione Centrale della Motorizzazione Italiana, la Polizia Stradale, ANAS, Comune di Parma, Polizia Municipale e Camera di Commercio di Parma.
Le peculiarità di BRAiVE si deve all'adozione di sensori a basso costo (principalmente microtelecamere) così ben integrati da essere quasi invisibili. "Altri veicoli automatici sviluppati da altri centri di ricerca sono basati su tecnologie diverse, come ad esempio radar o sistemi laser molto performanti che richiedono un posizionamento fortemente invasivo sul tetto del veicolo", sottolineano i ricercatori.
Da rilevare che oggi la dimostrazione di BRAiVE è stata occasione anche per annunciare il nuovo veicolo autonomo del VisLab la cui installazione sarà ultimata entro la fine del 2013. La novità sostanziale è che disporrà principalmente di telecamere più potenti che consentiranno rilevazioni a 360 gradi.

Il filo di Spiderman è già realtà grazie ai giapponesi - Tom's Hardware

La tela di Spiderman potrebbe presto diventare realtà grazie al lavoro di una startup giapponese. Spiber sostiene di essere riuscita a realizzare un filo di aracnide bioingegnerizzato, chiamato Qmonos, con resistenza simile a quella dell'acciaio e flessibilità analoga alla gomma.
La produzione di massa dovrebbe essere avviata in massimo due anni. Si parla di applicazioni nel campo automotive (gomme, paraurti e parti elettroniche), chirurgico (filo da sutura, vasi sanguigni e legamenti artificiali) e della sicurezza anti-proiettile (giubbetti e caschi).
Spider-Man
"Il filo di ragno è un materiale incredibile, così leggero ma anche resistente e flessibile. Può assorbire tanta energia", ha spiegato il presidente di Spiber Kazuhide Sekiyama. Una delle prove più importanti sarà quella legata ai volumi produttivi, poiché oggi non si riescono a realizzarne più di 31 chilogrammi al mese. L'obiettivo è di arrivare entro il 2015 ad almeno 1000 kg.
Si tratta di un chiaro esempio di biomimetica, ovvero lo studio dei processi biologici e biomeccanici della natura per realizzare nuove tecnologie. In questo caso l'obiettivo è imitare la struttura molecolare del filo di ragno, che è basata su una proteina complessa e lunga. Ad oggi molte altre aziende sono riuscite a replicare parti della proteina ma non la struttura che è il segreto dell'elasticità e resistenza.
Spiber sembra essere riuscita a costruire un batterio con DNA ricombinato che produce le proteine del filo di ragno. Dopodiché isolandole in una polvere fine vengono fatte passare attraverso un ago forato che è in grado di realizzare un filo sottilissimo. Un solo grammo di proteina produce quasi 9 km di filo.
"Abbiamo finalmente raggiunto la linea di partenza", ha concluso Sekiyama. "Ma almeno ora abbiamo una visione chiara. Sappiamo esattamente cosa dobbiamo fare da qui".
Già, perché la concorrenza avanza. La tedesca AMSilk è giunta a uno stadio avanzato con il suo Biosteel, mentre l'americana Kraig Biocraft pare essere già pronta per il mercato.

Muri e finestre sensibili al tocco: si può spendendo poco - Tom's Hardware

Qualsiasi superficie può essere sensibile al tocco: una lavagna, una finestra di vetro o un tavolo di legno. Tutto grazie a una tecnologia a basso costo sviluppata da un gruppo di ricercatori della Nanyang Technological University (NTU) di Singapore.
Il metodo si basa sulla vibrazione e sulla rilevazione delle immagini, che consentono di seguire i movimenti di dita e oggetti. La tecnologia in dettaglio di chiama STATINA (Speech Touch and Acoustic Tangible Interfaces for Next-generation Applications), e sfrutta ilprincipio di propagazione delle onde prodotte dalle vibrazioni su una superficie solida.
Tecnologia touch per muri, finestre e qualsiasi superficie solida
Per metterla in pratica è bastato usare alcuni sensori di vibrazione a basso costo, combinati con un algoritmo appositamente sviluppato, in modo da rilevare le variazioni su qualsiasi superficie. Aggiungendo poi delle webcam economiche è stato possibile seguire i movimenti di dita e oggetti sulle superfici.
Dato che le onde sonore si propagano attraverso la materia a velocità ben precise, i ricercatori sono riusciti a ricavare la posizione del punto di contatto in base al tempo impiegato dai sensori a captare il segnale.
Il professor Andy Khong, responsabile della ricerca, spiega che il suo sistema è stato messo alla prova su diversi tipi di superfici di grandi dimensioni e ha funzionato, tanto che il suo gruppo ha vinto lo scorso dicembre il Prestigious Engineering Achievement Award 2012 dell'Institution of Engineers Singapore (IES) e ha incassato altri prestigiosi riconoscimenti accademici. 
Costa poco e funziona
"Il nostro sistema innovativo è in grado di trasformare superfici come tavoli in legno, alluminio, acciaio, vetro e persino plastiche in schermi touchscreen a basso costo" ha spiegato Khong. La ricerca ha richiesto quattro anni e ora Khong e il suo gruppo di ricerca stanno lavorando per mettere in commercio la loro invenzione. Al riguardo hanno ricevuto un finanziamento di 250mila dollari dalla National Research Foundation per finanziare la produzione di un prototipo.
Pensate a un futuro in cui tracceremo disegni (virtuali) sulle finestre o sui muri: altro che smartphone con schermi grandi e gesture multitouch!

Audi TT con OLED 3D per gli stop: il futuro del design - Tom's Hardware

Audi e Philips hanno completato lo sviluppo delle prime luci posteriori per auto basate su tecnologia OLED 3D. In collaborazione con Automotive Lighting, Merck e University of Cologne hanno realizzato un modulo per gli stop che è stato istallato un un prototipo di Audi TT.
Audi TT OLED 3D - clicca per ingrandire
Si parla di OLED 3D perché la superficie del pannello è curva, per di più non solo in un'unica direzione. Non si tratta di vetro flessibile, come ad esempio il Corning Willow glass, ma dello stesso materiale usato da Philips per i suoi nuovi pannelli OLED. La produzione è affidata a Merck e pare sfruttare una tecnologia di stampa chiamata "wet printing".
Audi TT OLED 3D - clicca per ingrandire
Gli OLED sono trasparenti in alcune parti e in alcuni casi anche sovrapposti. In pratica alla vista appaiono più flussi di luce su piani diversi, poiché all'interno della struttura sono gli OLED hanno una distribuzione tridimensionale. I dettagli tecnici riguardanti l'efficienza e la durata non sono stati svelati.
Audi TT OLED 3D - clicca per ingrandire
Il progetto OLED 3D è stato finanziato dal Ministero dell'Educazione e della Ricerca tedesco con 5,7 milioni di euro. L'obiettivo è quello di analizzare e migliorare la tecnologia OLED e le conseguenti applicazioni nel settore automotive. Si parla soprattutto della realizzazione di OLED rossi reticolabili, che dovrebbero consentire per la prima volta costruzioni multi-strato su vetro sfruttando bagni chimici. Tutto questo porterà non solo a grandi volumi produttivi economici, ma anche un incremento delle prestazioni OLED nonché longevità.
Audi TT OLED 3D - clicca per ingrandire
Il prototipo Audi è solo un esempio di applicazione sul campo, ma il potenziale per il design del futuro è enorme.