venerdì 14 dicembre 2012

Dead Space 3 fa meno paura su Xbox 360 se usi Kinect - Tom's Hardware


Visceral Games ed EA ha annunciato che Dead Space 3 per Xbox 360 sarà compatibile con Kinect. I giocatori potranno usare i comandi vocali per affrontare le insidie del videogioco, sia in modalità single-player che in co-op, dove con i propri amici si potrà scambiarsi vita e munizioni, trovare obiettivi, rianimarsi e tanto altro.
"I comandi vocali in Dead Space 3 daranno ai giocatori un modo unico per affrontare il terrore, sia che decidano di confrontarsi da soli con i Necromorfi in modalità single-player, o con un amico con il drop-in/drop-out co-op", ha affermato Steve Papoutsis, Executive Producer di Dead Space 3 e VP, General Manager di Visceral Games.
Dead Space 3, che sarà disponibile l'otto febbraio anche su PlayStation 3 e PC, si dota quindi di una funzione che potrebbe non solo aumentare il coinvolgimento durante le sessioni di gioco, ma anche ampliare la base di utenti pronti ad acquistare il titolo.
L'introduzione del co-op, novità per la serie, dovrebbe rendere più accessibile il titolo a chi lo reputa troppo inquietante. "I giocatori ci hanno detto che amavano l'atmosfera da thriller, ma anche che i giochi erano parecchio spaventosi, e che volevano giocarci con qualcuno. Così abbiamo introdotto il co-op", aveva dichiarato Laura Miele, a capo del marketing di EA Games, qualche mese fa.
Staremo a vedere se questa modalità, condita dai comandi vocali tramite Kinect, saprà soddisfare il fine palato dei giocatori di Dead Space. Vi ricordiamo che il gioco ci rimetterà nei panni dell'eroe (poco fortunato) Isaac Clark, e narrerà gli avvenimenti successivi alla storia di Dead Space 2.
Isaac si schianterà su un nuovo pianeta chiamato Tau Volantis, un paesaggio ostile che potrebbe nascondere la chiave per la fine dei Necromorfi. Isaac si troverà ad affrontare battaglie sottozero in mezzo ai ghiacci e a lottare con nemici mortali ancora più evoluti, tra cui dei nuovissimi Necromorfi, enormi creature boss e persino degli umani.

DmC Devil May Cry arriva anche su PC, svelati i requisiti - Tom's Hardware


DmC Devil May Cry sarà disponibile su PC a partire dal 25 gennaio, dieci giorni dopo il debutto su PS3 e Xbox 360. La conferma arriva direttamente da QLOC, gli autori della versione per computer di questo reboot della saga creata da Capcom nel 2001.
Il nuovo Dante sbarca su PC il 25 gennaio con DmC Devil May Cry
L'edizione PC di DmC Devil May Cry supporterà la tecnologia AMD Eyefinity per collegare più display e il supporto a due o più schede grafiche. Non manca la compatibilità con i controller per Xbox 360 e con tutti i joypad prodotti da terze parti.
Chi acquisterà il gioco tramite Steam potrà sfruttare tutte le caratteristiche offerte dalla piattaforma di Valve, come i salvataggi Cloud, i trofei, il supporto alla lista di amici e classifiche mondiali. Insieme all'annuncio della data d'uscita gli sviluppatori hanno comunicato anche i requisiti minimi e consigliati per la versione PC del gioco.
DmC: Devil May Cry - Screenshot
 
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La configurazione base per giocare a DmC Devil May Cry prevede un computer con un processore AMD Athlon X2 a 2.8 GHz o Intel Core 2 Duo a 2.4 GHz. Per quanto riguarda la scheda grafica si parte da una Radeon HD 3850 o da una GeForce 8800 GTS, mentre i requisiti di memoria parlano di 2 GB di RAM e di 8 GB di spazio libero sull'hard disk.
I requisiti consigliati chiamano in causa processori più potenti, come l'AMD Phenom II X4 a 3 GHz o l'Intel Core 2 Quad a 2.7 GHz, mentre la scheda grafica raccomandata è una Radeon HD 6950 o superiore e la RAM passa da 2 a 4 GB. Invariati i sistemi operativi supportati, cioè Windows XP, Vista, 7 e 8.
Requisiti tutto sommato abbordabili per quello che si preannuncia uno degli action game più frenetici dell'inizio del 2013. Nella nostra anteprima siamo rimasti piacevolmente impressionati da questo reboot, anche se molti fan di vecchia data potrebbero storcere il naso di fronte al nuovo look di Dante. Preferite quello vecchio stile o quello più moderno?

venerdì 7 dicembre 2012

HTC M7 da 5 pollici con quad-core e fotocamera da 13 Mpx - Tom's Hardware

HTC M7 potrebbe essere il nome della versione europea del J Butterfly e del Droid DNA, due top di gamma Android da 5 pollici dell'azienda taiwanese che non arriveranno nel Vecchio Continente.
Si tratta di un "phablet", ossia un prodotto con schermo più grande rispetto agli smartphone ma più piccolo rispetto a quelli dei tablet. Anche in questo caso dovremmo avere un processore quad core Qualcomm APQ8064 (Krait) con GPU Adreno 320. La RAM dovrebbe essere di almeno di 2 GB, mentre non ci sono dettagli sulla quantità di spazio d'archiviazione interno.

HTC J Butterfly - Clicca per ingrandire
Lo schermo dovrebbe conservare la risoluzione Full HD, offrendo così 441 pixel per pollice (PPI). La fotocamera posteriore sarebbe da 13 megapixel, e sostanzialmente si tratterebbe dell'unica novità rispeto J Butterfly che ne ha una da 8 megapixel. Infine, il telaio dovrebbe essere un unibody in alluminio, come molti top di gamma.
Fotocamera del J Butterfly - Clicca per ingrandire
Il punto debole dei due HTC già in commercio è la batteria, da 2020 mAh. Crediamo sia lecito aspettarsi un modello più capiente nell'M7, visto che quella del J Butterfly è sotto la media dei prodotti simili: il Galaxy Note II ne ha una da 3100 mAh e l'Optimus Vu II di LG ne ha una da 2150 mAh.
HTC J Butterfly - PR
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L'M7 dovrebbe debuttare sul mercato europeo all'inizio di aprile, cancellando il vuoto creato nella gamma di HTC dovuto dall'assenza del J Butterfly. Questo smartphone dovrebbe inoltre rappresentare la principale arma dell'azienda contro i top di gamma in arrivo nei prossimi mesi, come un probabile Galaxy S IV di Samsung e un misterioso Sony Xperia che non avrebbe nulla da invidiare alle soluzioni della concorrenza.

Lo schermo di Minority Report sul parabrezza entro 5 anni - Tom's Hardware

I display semi-trasparenti visti nel film Minority Report hanno colpito l'immaginario collettivo, anche tra i costruttori di automobili. Non è un segreto che molti - se non tutti - stiano lavorando al concetto di realtà aumentata, cioè schermi-parabrezza capaci di sovrapporre al mondo reale immagini digitali a scopo informativo (navigazione, segnaletica, avvisi in caso di pericolo) o ricreativo (comunicazioni).

Del resto, lo scopo di fornire informazioni al pilota senza che questi debba chinare la testa è già stato ottenuto da molti anni in ambito aeronautico, e i primi HUD (Head Up Display) cominciano oggi ad apparire anche sulle berline di categoria elevata.  
Quello che hanno in mente i progettisti di GM e Daimler (Mercedes) va però un poco oltre, e ce ne si può fare un'idea dall'immagine qui pubblicata. Lo scopo finale è ottenere un display multifunzionale, capace di svolgere diversi compiti.
Da un lato, questo sistema sarebbe connesso a una serie di sensori interni ed esterni al veicolo capaci di individuare pericoli lungo il percorso e lo stato del guidatore; dall'altro, sarebbe connesso con lo smartphone per portare in auto tutta una serie di applicazioni/informazioni che siamo soliti consultare tramite telefono, come appunto mappe, informazioni di navigazione e informazioni turistiche sovrapposte alla normale visione. Il traguardo finale è però ancora lontano: tanto GM quanto Daimler parlano di 5 anni per la maturità commerciale.
Nel frattempo, si dovrà valutare con attenzione l'impatto di simili soluzioni sulla sicurezza stradale. Ogni informazione fornita al guidatore è infatti una potenziale distrazione, e l'eccesso di informazioni potrebbe ampiamente compensare il vantaggio di non dover mai togliere gli occhi dalla strada.

giovedì 6 dicembre 2012

Dell UltraSharp U2713H, il 27 pollici perfetto per i fotografi - Tom's Hardware


Dell ha pronto l'UltraSharp U2713H, un monitor di alta qualità destinato ai professionisti dell'immagine: non va confuso con il precedente U2713HM, che infatti non ha la denominazione aggiuntiva PremierColor, ma si tratta di una versione da 27 pollici del già annunciato UltraSharp U2413H. L'U2713HM resterà nel listino Dell come alternativa a un costo inferiore per chi non ha bisogno dell'ampia gamma cromatica dei modelli PremierColor.
Il Dell UltraSharp U2713H utilizza un pannello AH-IPS da 27 pollici in 16:9 con profondità colore di 10 bit, mentre la lookup table è a 14 bit come per il fratello minore da 24 pollici. La risoluzione nativa è di 2.560 x 1.440 pixel e gli spazi colore principali sono coperti praticamente del tutto: Adobe RGB al 99 percento e sRGB al 100 percento. Il monitor è calibrato in fabbrica per entrambi i gamut, nel caso in cui l'utilizzatore finale volesse una calibrazione differente può ricorrere a un colorimetro X-rite i1Display Pro che Dell offre come accessorio opzionale.
Il contrasto statico dichiarato è di 1.000:1, la retroilluminazione è a LED, la luminosità massima arriva a 350 cd/m2 e l'angolo di visione è di 178 gradi sia in verticale che in orizzontale. La connettività prevede ingressi video DVI, DisplayPort, Mini DisplayPort e HDMI. Il monitor ha integrato un hub USB 3.0 a quattro porte ed è pivotabile.
Il nuovo Dell UltraSharp U2713H è stato reso pubblico dal sito cinese di Dell, come era già successo per il modello da 24 pollici. Non si hanno quindi notizie sulla sua disponibilità in Europa e nemmeno per il prezzo in euro. In Cina il monitor costa l'equivalente di 1.100 euro circa al cambio attuale, ma c'è da aspettarsi che il prezzo finale sia leggermente superiore: tenendo come termine di paragone il monitor precedente U2713HM si nota che il suo prezzo cinese equivale al cambio a 724 euro circa, mentre il prezzo ufficiale sul sito Dell è di 773 euro.

martedì 4 dicembre 2012

Volvo promette l'auto che si guida da sola per il 2014 - Tom's Hardware


Le automobili che si guidano da sole saranno presto realtà: Volvo le ha messe in programma per il 2014. Entro il 2020 poi la casa svedese prevede di produrre veicoli in grado di evitare lesioni ai passeggeri.
Secondo Volvo la prima scommessa su cui puntare nel campo dell'automotive, per fare breccia nel cuore e nel portafogli dei clienti, è quella di creare veicoli che si guidino da soli. Regalerà cosìviaggi rilassanti anche al conducente, che potrà impiegare il tempo in altre attività senza rischi per sé stesso e per gli altri.
Oggi non è raro adocchiare chi legge il giornale, spedisce mail con il telefonino e in generale si distrae alla guida, trasformando il suo veicolo in un pericolo ambulante. Probabilmente Volvo ha visto in questo atteggiamento discutibile un'esigenza da soddisfare.
L'auto che si guida da sola
Le auto che si guideranno da sole diventeranno realtà fra un paio d'anni, e stando a quanto scrive il Wall Street Journal viaggeranno a una velocità massima di 50 km all'ora: più che sufficiente per muoversi nel traffico cittadino. La casa svedese ha precisato che sta lavorando per raggiungere una maggiore velocità nella guida autonoma, ma non ha rivelato per quando sarà disponibile.
L'azienda reputa che i conducenti siano pronti per questa rivoluzione perché "tutti vogliono usare il loro tempo in modo più efficiente e in sicurezza", ha spiegato Marcus Rothoff, responsabile dello sviluppo delle tecnologie di guida assistita. Al momento ci sono già deiprototipi in circolazione, che stanno macinando migliaia di chilometri a titolo di test sulle strade pubbliche spagnole e nei circuiti di prova svedesi di proprietà di Volvo.
La seconda scommessa riguarda la sicurezza, perché nella visione di Volvo nessuno deve restare ucciso o ferito quando è alla guida di un'auto con il suo marchio. La promessa dovrebbe concretizzarsi nel 2020 e dovrebbe basarsi sull'impiego della tecnologia per azzerare i margini d'errore del conducente.
L'azienda non ha divulgato i dettagli sugli investimenti in corso, parzialmente finanziati dall'Unione Europea. Quel che è certo è che ci sono almeno una cinquantina di ingegneri che stanno lavorando con partner industriali per mettere a punto il sistema.
Tutti in fila indiana, ma l'auto guida da sola
Entrambi i progetti contano sulla tecnologia per funzionare. Si parla di una rete di telecamere, laser e sensori che controllano la strada proprio come dovrebbe fare un guidatore attento. L'ingrediente chiave secondo la casa automobilistica è Internet in tutti i veicoli via wireless. Una volta che tutte le automobili saranno collegate alla rete il sistema potrà creare una sorta di trenino composto da tante auto che comunicano la loro posizione e seguono i movimenti di quella che le precede.
Per spiegare meglio il suo punto di vista Anders Eugensson di Volvo ha spiegato al Wall Street Journal che "le auto del futuro saranno come il cavallo del contadino: l'agricoltore può guidare il cavallo e carrozza, ma se si addormenta spetta al cavallo riportarlo a casa."
Volvo conta con questi progetti di rivendicare il proprio ruolo di leader nel settore della sicurezza e di differenziare la sua offerta tanto uscire dalla crisi finanziaria con cui combatte da tempo. Cosa ne pensate?

Autobus elettrico con ricarica wireless da marciapiede - Tom's Hardware


L'autobus elettrico con la ricarica induttiva potrebbe essere la prossima frontiera del trasporto cittadino. Lo hanno creato i ricercatori della Utah State University, che hanno trovato il modo per riadattare all'autotrasporto il sistema di ricarica che usiamo tutti i giorni per esempio con gli spazzolini da denti elettrici. Il principio è lo stesso, la novità è l'ottimizzazione per un veicolo.
Le batterie installate nell'autobus si ricaricano automaticamente ad ogni fermata grazie all'installazione di piastre di caricamento sotto al marciapiede. Fra i benefici della soluzione messa a punto alla USU ci sono una buona affidabilità grazie all'assenza di parti in movimento, l'eliminazione di colonnine di ricarica, e l'assenza di rischio di folgorazione. Inoltre il risultato è esteticamente gradevole.
Bus Aggie
Un altro punto a favore di questo metodo di ricarica è che consente di usare batterie di piccole dimensioni che si caricano più velocemente, occupano poco spazio all'interno del mezzo di trasporto, riducono i tempi di inattività e contengono i costi. La potenza di ricarica è di 25 kilowatt.
I ricercatori hanno già messo a punto un prototipo, che è stato battezzato Bus Aggie e che è in test per le strade di Logan, la città in cui si trova l'università. I progettisti sperano di riuscire a creare una versione commerciale di Aggie il più presto possibile.
Il primo progetto concreto è quello pianificato con WAVE, che entro metà 2013 dovrebbe realizzare il primo progetto commerciale in partnership con la Transit Authority dello Utah. Si tratta di un bus per il trasporto pubblico con una potenza di ricarica wireless di 50 kilowatt.
Il vice presidente dell'USU Robert T. Behunin ha commentato il progetto spiegando che "Bus Aggie è un traguardo storico e un grande balzo in avanti nella scienza e nell'ingegneria dei veicoli elettrici".
Niente più soste prolungate per caricare le batterie
Per completezza è da sottolineare che la ricarica wireless nei veicoli non è un inedito. Qualcommsta studiando Halo, un sistema alternativo per la ricarica delle batterie delle autovetture che non richiede di tenerle sotto carica per tutta la notte. Il sistema però prevede che strade e autostrade integrino i pannelli per la ricarica wireless: la sensazione è che l'attuazione del progetto sia ancora lontana.