martedì 8 maggio 2012

Transformer Prime con dongle GPS gratis anche in Italia

Tutti coloro che hanno acquistato un Transformer Pad Prime di Asus avranno l'adattatore esterno per il GPS a titolo gratuito. Lo ha comunicato Asus tramite la sua pagina di Facebook per mettere fine alle critiche che l'hanno bersagliata.
Tutto nasce da un problema che si era verificato negli Stati Uniti con i primi esemplari del tablet con Android Ice Cream Sandwich: gli utenti si erano accorti che l'alluminio impiegato per il rivestimento bloccava il segnale del modulo GPS, pertanto i servizi di geolocalizzazione non funzionavano. Asus USA aveva rimediato regalando a tutti coloro che avevano acquistato il Transformer Pad Prime un dongle esterno da connettere al tablet per consentire la connettività GPS.

Asus Transformer Pad Prime con Dongle GPS
La vendita del Transformer Pad Prime in Italia non era ancora iniziata, e per non incappare nello stesso guaio Asus aveva semplicemente depennato la connettività GPS dalla dotazione. Agli utenti nostrani questo atteggiamento non è andato giù e molti hanno iniziato a protestare per la differenza di trattamento rispetto agli utenti oltreoceano. Asus ha provato a calmare gli animi spiegando che l’iniziativa era riservata ai Paesi in cui era stato messo in commercio il tablet con la promessa della connettività GPS, ma alla fine ha capitolato.
Nel comunicato ufficiale su Facebook si legge la seguente dichiarazione: "non potevamo di certo rimanere indifferenti al polverone sollevato dal dongle GPS per Transformer Prime. Così visto che ce l’avete chiesto a gran voce… abbiamo deciso di offrirvelo. Continuiamo a sostenere che il Pad Prime sia un prodotto funzionale al 100% anche senza GPS esterno, ma non vogliamo che vi sentiate trattati in modo diverso o ingiusto rispetto a chi vive negli altri paesi. Nei prossimi giorni quindi vi comunicheremo come richiedere il dongle, che vi sarà spedito gratuitamente da Asus. E questo per quanto riguarda gli utenti di Prime".
Asus Transformer Pad Prime
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L'imprecisione progettuale di Asus è senza dubbio fastidiosa e, nonostante il produttore taiwanese sostenga che il tablet funzioni perfettamente anche senza GPS, non è una giustificazione per il mancato funzionamento di una funzione che era stata preannunciata. Come spesso succede però Asus ne è uscita a gran signora, con una soluzione che non cancella il problema, ma vi pone efficacemente rimedio lasciando tutti contenti.
Allo stesso tempo accresce la sua fama di produttore disponibile ad ascoltare gli utenti e a soddisfare le richieste anche qualora non fossero del tutto legittime. La lista di quelli che dovrebbero prendere questa vicenda ad esempio è troppo lunga da scrivere, meglio limitarci a sottolineare che in un momento di crisi come questo anche la buona opinione su un'azienda e il passaparola positivo sono importanti. Chi ha orecchie per intendere intenda.

Olympus TG-1 iHS, rugged che ambisce all'alta qualità

Avevamo dato un'anticipazione qualche giorno fa, complice un piccolo incidente di percorso di un distributore. Ora è ufficiale, la Olympus TG-1 iHS sarà in vendita da giugno, con mire ambiziose: portare sulle rugged la qualità delle compatte di fascia alta come la Olympus XZ-1.
Progetto interessante perché, con le compatte generiche sempre più compresse tra mirrorless e cellulari, e destinate a nostro avviso a sparire dal mercato nel  lungo periodo, quella delle rugged potrebbe essere l'unica nicchia a sopravvivere. E se, davvero, la Olympus TG-1 iHS saprà garantire una qualità da compatta di fascia alta, potrebbe conquistare molti consensi.

Dall'aspetto, si fatica più che mai a classificarla come rugged. Dispone ad esempio di una ghiera dei programmi, cosa non comune su questo tipo di prodotto, e sul frontale fa bella mostra di sé una lente che, con la sua apertura massima pari a f/2, è la più luminosa della categoria. Eppure la  TG-1 iHS non è una "corazzata leggera" adatta allo snorkeling e poco altro. Anche le specifiche di resistenza sono infatti ai vertici: resiste a immersione fino a 12 metri, a cadute da 2 metri di altezza, al gelo fino a -10°C.
Dentro il corpo macchina si trovano lo stesso sensore CMOS BSI  da 12 Mpixel e lo stesso processore d'immagine TruePic VI che hanno già debuttato sulla TG-820 iHS, mentre la lente è stata rivista in ottica qualitativa. Il grandangolo è stato ampliato, e raggiunge ora l'ottimo valore di 25mm, mentre la focale tele è stata parzialmente sacrificata - 100mm - per mantenere una luminosità massima interessante; f/2 a 25mm, che diventano f/4.9 a 100mm equivalenti. Certo qui non siamo esattamente all'altezza della XZ-1... staremo a vedere come si comporterà sul campo.

La distanza minima di messa a fuoco è pari a 1 cm in modalità super-macro. A proposito di messa a fuoco, pare proprio che il sistema AF sarà performante. Olympus si spende infatti in questo settore l'acronimo FAST, che identifica la tecnologia AF delle veloci mirrorless PEN.
I tempi di scatto vanno da 1/2000 sec a 4 secondi in modalità scena notturna, e il video è ovviamente Full HD con compressione H.2.64 e tanto di stabilizzazione ottica e luce LED dedicata. Anche su questo tipo di prodotto, dunque, sempre maggiore attenzione agli aspetti video.

Da segnalare la cadenza di scatto continuo, che parte da 5 fps (non 3 fps come precedentemente indicato) a piena risoluzione per arrivare a 15 e persino a 60 fps per 100 immagini alla risoluzione di 3 Mpixel. Tutto nuovo il display posteriore OLED da 3 pollici , che beneficia delle doti tipiche di questi pannelli - colori vividi grazie a neri profondi e angoli visivi elevati - ma non costituisce un record in fatto di risoluzione: 610,000 punti.
Completi infine gli strumenti outdoor: il ricevitore GPS, bussola elettronica e barometro, che insieme consentono di geotaggare le foto con informazione su direzione e altitudine approssimativa (o profondità). Il sensore di pressione consente anche di impostare un allarme di profondità all'approssimarsi del limite della fotocamera.  

Per la Olympus TG-1 iHS saranno disponibili come accessori un convertitore fish-eye e un convertitore tele 1,7x che porterà la focale equivalente a 170mm. Disponibile anche, per i sub più impegnati, una custodia protettiva che consente di arrivare fino a 40 metri di profondità. Confermato il prezzo di listino, poco inferiore ai 400 dollari.

Il BioComputer ha magneti batterici e bus fatti di cellule

Il computer biologico è sempre più vicino, grazie a due diverse ricerche realizzate presso l'Università di Leeds (GB) e di Tokyo. Nel primo caso i ricercatori hanno trovato il modo di coltivare la magnetite, imitando il metabolismo di un batterio; nel secondo si è partiti da membrane cellulari per realizzare nanotubi.
Il Magnetospirilllum magneticum è un batterio con ha la particolare caratteristica di produrre magneti dopo l'ingestione e la digestione di ferro. Il materiale è in particolare magnetite, "il minerale con le più intense proprietà magnetiche esistente in natura", come recita Wikipedia; e si tratta di magneti in scala nanometrica.

Magnetospirilllum magneticum
Gli scienziati sono riusciti a imitare il processo, e a creare così un sistema per coltivare la magnetite. La prima applicazione pratica di questa nuova tecnologia si trova nel mondo degli hard disk. I nanomagneti infatti si possono usare per creare dischi con una maggiore densità di dati, e in generale rappresentano un contributo rilevante alla sempre più rapida miniaturizzazione dei dispositivi elettronici.
"Stiamo arrivano velocemente ai limiti della produzione elettronica tradizionale mano a mano che i componenti diventano più piccoli", spiega la dirigente del progetto Sarah Staniland dell'Università di Leeds. "Le macchine che abbiamo usato finora sono inadatte a scale così piccole".
Computer biologici con batteri dal DNA modificato
Geobacter, un batterio per l'elettronica del futuro
Batteri intelligenti che cifrano e memorizzano i dati
I batteri illuminano casa nostra gratis grazie alla spazzatura
Altri scienziati invece hanno anche trovato il modo di creare nanotubi a partire da membrane cellulari. Sviluppati presso l'Università di Tokyo, questi nanotubi potrebbero un giorno trasferire informazioni - esattamente come le membrane cellulari - e costituire il sistema di comunicazione in un computer biologico costituito da cellule, come ha spiegato il Dr. Dr Masayoshi Tanaka, e aggiunge che potenzialmente avrebbero un'applicazione anche nella chirurgia umana perché completamente compatibili con il nostro corpo.

l primo modulo DDR4 funzionante è pronto e lo fa Micron

Micron ha annunciato di aver realizzato il primo modulo DDR4 perfettamente funzionante. L'azienda statunitense sta iniziando a realizzare i primi sample, così da ricevere il feedback dei partner e risolvere eventuali problemi per il debutto previsto nel 2013. La produzione in volumi delle memorie DDR4 inizierà già quest'anno, nel corso del quarto trimestre.
La DDR4 in oggetto è stata co-sviluppata con Nanya ed è basata sul processo produttivo a 30 nanometri. Si tratta di una soluzione DDR4 da 4 GB x8 ma in futuro saranno disponibili anche prodotti x16 e x32 con velocità iniziali sino a 2400 megatransfer al secondo (MT/s). Si raggiungeranno anche i 3,2 GHz.

Successivamente Micron amplierà il suo portfolio di soluzioni DDR4 con RDIMM, LRDIMM, 3DS, SODIMM e UDIMM (standard ed ECC). "Con le specifiche della JEDEC per le DDR4 vicine alla finalizzazione, abbiamo riposto sforzi rilevanti nell'assicurarci che le nostre DDR4 siano compatibili con lo standard JEDEC in questa fase di sviluppo", ha dichiarato Brian Shirley, vicepresidente del DRAM Solutions Group di Micron. "Abbiamo fornito i sample ai partner principali sul mercato con la sicurezza che il die che diamo loro è lo stesso che entrerà nella produzione di massa".
Ricordiamo che Samsung ha già mostrato prototipi di moduli DDR4 da 2133 MHz e Hynix si è spinta fino a 2400 MHz. Questo tipo di memoria debutterà nel settore enterprise, e non a caso si vocifera che l'architettura Intel Haswell-EX con in arrivo nel 2014 sarà la prima soluzione hardware a supportarla. Negli anni successivi ci sarà il passaggio anche ai settori desktop e mobile. Tra le specifiche chiave troviamo la tensione di alimentazione di 1,2 volt. Altri dettagli potete leggerli in questa news.

lunedì 7 maggio 2012

NVIDIA GeForce GTX 670, spuntano immagini e dettagli

Dopo GeForce GTX 690 sarebbe la volta di GeForce GTX 670. Questo almeno riportano le indiscrezioni che, nel corso degli ultimi giorni, si sono fatte particolarmente ricche e precise. La nuova scheda video targata NVIDIA, destinata alla fascia medio/alta del mercato, sarebbe già arrivata in mano ad alcuni giornalisti e le prime foto non hanno tardato molto ad arrivare. La soluzione a seguire, secondo quanto riportato dalla fonte, dovrebbe essere la proposta MSI basata su design reference:
NVIDIA 670
NVIDIA 670
La nuova soluzione basata su architettura Kepler si caratterizza per un PCB che si estende solo per i 3/4 della superficie del dissipatore. Le specifiche tecniche indicano il supporto a PCI-E 3.0, due uscite DVI, una HDMI e una DisplayPort: il numero di CUDA Core è di 1344, mentre la frequenza si assesta a 900MHz. Il bus di memoria rimane invariato a 256-bit, identico quindi rispetto a quello di GeForce GTX 680, mentre le memorie operano a 5GHz, contro i 6GHz della sorella maggiore. Il TDP della scheda dovrebbe essere circa di 150W.
NVIDIA 670
Non è difficile notare, a scheda aperta, come la soluzione sia la metà di GeForce GTX 690, la scheda video dual-GPU presentata da NVIDIA la scorsa settimana. Secondo le ultime indiscrezioni, inoltre, il prezzo dovrebbe aggirarsi attorno ai 399-349 dollari americani.

Samsung Galaxy S III da 16 GB in Italia a 699 euro

Il Samsung Galaxy S III in Italia costerà 699 euro, nella versione da 16 GB. Il terminale della casa sudcoreana, presentato nei giorni scorsi è dotato di un chip quad-core e schermo da 4,8 pollici (qui le specifiche tecniche) sarà disponibile in Europa dal 29 maggio.
Il prezzo deciso per l'Italia è di quelli che fanno rizzare i capelli e sbalordisce, visto che nemmeno Apple con l'iPhone 4S pratica un prezzo tanto elevato, fermandosi a 659 euro per il modello della medesima capacità.

Purtroppo di questa cifra avevamo già parlato, ma non avevamo un dettaglio importante, la capacità. In attesa di capire quali saranno le offerte di TIM, Vodafone e Tre per i piani tariffari in abbonamento, è noto che il terminale finirà rapidamente sugli scaffali delle catene Unieuro, Marcopolo Expert e Mediaworld. Alcuni già permettono le prenotazioni.
Samsung Galaxy S III - PR
 
Samsung Galaxy S III - PR 1 Samsung Galaxy S III - PR 2 Samsung Galaxy S III - PR 3 Samsung Galaxy S III - PR 4 Samsung Galaxy S III - PR 5 Samsung Galaxy S III - PR 6 Samsung Galaxy S III - PR 7 Samsung Galaxy S III - PR 8 Samsung Galaxy S III - PR 9 Samsung Galaxy S III - PR 10
 
Probabilmente come tanti terminali Android e vista la concorrenza tra i vari negozi, si troverà rapidamente anche a meno, ma il prezzo di partenza rimane comunque eccessivo, considerato che in altre parti d'Europa costa meno, circa 590 euro in Germania e 620 euro nel Regno Unito. Che sia colpa dei balzelli nostrani? Forse conviene guardare oltreconfine. Se siete interessati al prodotto vi consigliamo la lettura della nostra anteprima a questo indirizzo: Samsung Galaxy S3 provato: primo contatto e impressioni.

OCZ Vertex 4 fino al 110% più veloci con un nuovo firmware

OCZ ha presentato un SSD Vertex 4 da 64 GB, ampliando la propria gamma (che abbiamo visto e recensito qui: OCZ Vertex 4 e Indilinx Everest 2, buone prestazioni con il trucco), ma soprattutto presentando la release candidate del firmware v1.4 che, stando all'azienda, migliora in modo drastico le prestazioni dei vari modelli.

"Il firmware 1.4RC si avvicina al raddoppio delle prestazioni in scrittura sequenziale per i modelli a bassa capacità, aumenta in modo significativo le prestazioni in lettura sequenziale con definizioni della coda basse e migliora le prestazioni generali con carichi di lavoro reali che comprendono un misto di letture e scritture", scrive l'azienda nel proprio comunicato stampa.
Rispetto al firmware 1.3 originario, la versione 1.4RC offre prestazioni più che doppie in scrittura sequenziale nel caso del modello da 128 GB e per quanto riguarda il modello da 256 GB questo dato passa da 380 a 465 MB/s. Tali miglioramenti sono stati raggiunti grazie ad algoritmi proprietari che gestiscono le operazioni di programmazione dei chip NAND in modo che siano usati in modo ottimale.
Specifiche Vertex 4 128 GB 256 GB 512 GB
Letture casuali blocchi 4 KB (IOPS) 90,000 90,000 90,000
Scritture casuali blocchi 4 KB (IOPS) 85,000 85,000 85,000
Letture sequenziali blocchi 128 KB (MB/s) Ora: 550
Prima: 535
Ora: 550
Prima: 535
Ora: 550
Prima: 535
Scritture sequenziali blocchi 128 KB (MB/s) Ora: 420
Prima: 200
Ora: 465
Prima: 380
475
"OCZ ha risposto alle richieste degli utenti di avere maggiori prestazioni in lettura sequenziale con queue depth inferiori. Per compensare la riduzione delle prestazioni dell'host senza usare il Native Command Queuing (NCQ) o una queue depth più alta, il firmware 1.4RC ha un algoritmo di lettura predittivo che anticipa e risponde ai comandi non ancora emessi dall'host".
Il firmware sarà disponibile sul sito dell'azienda entro la giornata di oggi. Per quanto riguarda il Vertex 4 da 64 GB bisogna invece attendere qualche settimana per la distribuzione nelle varie parti del mondo. Purtroppo OCZ non ha rivelato il prezzo. Ricordiamo che il lavoro di OCZ sui firmware non potrà che essere costante dato che l'azienda ha acquisito Indilinx per differenziarsi dal resto del mercato.