giovedì 9 febbraio 2012

Chrome 17 mette il Turbo alle pagine, addio tempi morti

Google Chrome 17 azzera il tempo di caricamento delle pagine. Questo è l'obiettivo dichiarato della casa di Mountain View, che ha implementato una funzione di pre-rendering delle pagine che dovrebbe velocizzare di molto la nostra esperienza di navigazione. 
"Quando iniziate a scrivere nella barra e l'URL si autocompleta con un sito che è molto probabile che visiterete, Chrome precaricherà la pagina, così il processo apparirà più rapido, a volte persino istantaneo, non appena premerete su Invio". Questo avviene solo per i siti che visitate con maggiore frequenza, tenetelo presente.
Sul fronte della sicurezza, Chrome fa un ulteriore passo avanti per proteggervi dai download maligni. Oltre a controllare una lista di file "cattivi" conosciuti, ora Chrome controlla anche i file eseguibili (.exe e .msi). Se il file non trova riscontro nella whitelist, Chrome si rivolge a Google per ottenere maggiori informazioni, controllando ad esempio se il sito a cui state accedendo ospita un grande ammontare di materiale maligno.
L'azienda ha chiuso anche 20 vulnerabilità, una di livello critico, otto elevato, cinque medie e sei basso. In totale Google ha versato 10.500 dollari ai ricercatori che le hanno segnalato bug e collaborato alla creazione del fix. 
Google ha citato anche dell'integrazione di nuove API, ma non ha offerto maggiori dettagli. Probabilmente si Chrome 17 (17.0.963.46) è disponibile per Windows, Mac, Linux e Chrome Frame. La nuova versione va a scontrarsi con Firefox 10, il nuovo Safari 5.1.2, Internet Explorer 9 e Opera 11.61.
Recentemente abbiamo pubblicato un articolo di confronto tra i vari browser in commercio. Alcuni di questi si sono aggiornati, forse più nel numero che nella sostanza, per cui se volete avere una buona base tecnica per fare la vostra scelta, vi consigliamo la lettura di: Confronto Browser per Mac OS X: Chrome 16, Firefox 9, IE9, Opera 11.60 e Safari 5.1.2. Chiaramente i numeri puri sono solo una parte dell'equazione: la scelta del browser è spesso definita da funzioni e abitudini, nonché dal gusto soggettivo.
Fonte: www.tomshw.it

Canon IXUS 510 HS e 240 HS, lo schermo si mangia i tasti

Canon amplia la gamma IXUS di fotocamere super-compatte ed eleganti (al loro debutto hanno davvero fatto scuola) con due nuovi modelli dotati di schermo touchscreen: IXUS 510 HS e IXUS 240 HS. La notizia non sarebbe di per sé eccezionale - moltissime compatte oggi usano schermi touch screen, ma date un'occhiata alle immagini della 510 HS: il dorso è interamente occupato dallo schermo (3,2 pollici - 461.000 punti), senza l'ombra di una ghiera o un pulsante. 
Non sarà quindi la prima a farlo, ma bisogna riconoscere che, quando ci si mette, Canon lo fa con un certo impegno! Si sono salvati dall'epurazione solo il pulsante di scatto e la ghiera dello zoom (grazie al cielo), il pulsante di accensione e il playback, tutti nella parte superiore della fotocamera.
L'approccio è radicale, l'obbiettivo design si può dire fin d'ora centrato - davvero "pulita" e bella -ma non siamo certi che la funzionalità sia all'altezza dell'aspetto; nutriamo anzi seri dubbi sulla possibilità di comandare efficacemente una fotocamera da un'interfaccia touch-screen, tanto più che i due modelli offrono anche modalità creative PASM. Siamo ovviamente pronti a ricrederci dopo averla testata.
Altra caratteristica importante, anche se non fotografica, è l'integrazione del Wi-Fi su entrambi i modelli. Passando alle tecnologie più prettamente fotografiche, troviamo su entrambi i modelli un sensore CMOS da 1/2.33" e 16 Mpixel, processore DIGIC 5, AF a 9 punti, gamma di sensibilità da 100 a 3200 ISO, video Full-HD. 
L'adozione del processore DIGIC 5 porta con sé una delle novità più interessanti dell'ultima generazione di fotocamere Canon, vale a dire il bilanciamento del bianco multi-zona; grazie a questa caratteristica, si può ottenere facilmente un bilanciamento corretto anche in presenza di luci miste, ad esempio luce artificiale e flash, cosa in genere tutt'altro che banale.
Cambiano invece, tra i due modelli, ottica e cadenza di scatto. La 510 HS integra un 28 - 336mm equivalente f/3,4 - 5,9 e scatta al ritmo di 2,6 fps massimi, mentre  la 240 HS si accontenta di 24 - 120 mm equivalente f/2,7 - 5,9 e scatta al ritmo di 1,9 fps massimi.

La 240 HS sarà disponibile da marzo al prezzo consigliato di 310 euro, mentre per la 510 HS bisognerà attendere fino ad aprile e sborsare la considerevole somma di 380 euro. 
Fonte: www.tomshw.it

Logitech Touch Mouse M600: via i tasti, potere al tocco

Il Logitech Touch Mouse M600 nasce per replicare l'esperienza d'uso degli smartphone anche su PC e notebook. Al bando i pulsanti, quindi: con la sua superficie sensibile al tocco, è possibile selezionare, cliccare e scorrere le pagine toccando un qualsiasi punto del mouse. L'azienda svizzera lancia quindi la sfida ad Apple (Magic Mouse) e Microsoft (Touch Mouse).




Le funzioni dei pulsanti non spariscono, semplicemente mancano i tasti fisici. In più, è possibile usare i gesti di scorrimento orizzontale e verticale per facilitare la consultazione di documenti multi-pagina. Sulla carta sembra davvero un'ottima soluzione, ma chissà se anni di abitudine al classico mouse non rappresenteranno un ostacolo. Tutto è gestito dal software proprietario Flow Scroll.
L'implementazione di Logitech, comunque, sembra impeccabile: ricevitore molto piccolo e alloggiabile sotto il mouse stesso, design simmetrico che consente l'uso con la mano destra o sinistra, indifferentemente, e la possibilità di funzionare con una batteria singola, per avere il massimo della leggerezza (ovviamente l'autonomia si dimezza, da 6 a 3 mesi).
Il ricevitore è il Logitech Unifying, in grado di connettersi con un massimo di 6 mouse e tastiere compatibili; si può quindi, a seconda dei contesti, passare dal mouse "da viaggio" a quello "da gioco" senza sostituire il ricevitore. Tecnologia wireless 2.4 GHz.
Il Logitech Touch Mouse M600 sarà disponibile da aprile, al prezzo suggerito al pubblico di 69,99 euroIva inclusa.
Fonte: www.tomshw.it

martedì 7 febbraio 2012

Nikon D800 con sensore da 36 Mpx, anteprima e primi scatti

Oltre 3 anni dopo la D700, Nikon annuncia la D800, ed è una piccola rivoluzione. Il sensore, sempre in formato FX (la sigla Nikon per dire full-frame), è da ben 36.3 megapixel! Il triplo del precedente, il doppio della D4 e il più "dotato" in assoluto tra le reflex annunciate a oggi. 
Finora Nikon non ha mai dimostrato di voler puntare sui megapixel, ma con la D800 qualcosa è cambiato: il range ISO nativo arriva a 6400 (estensibile a 25.600), al pari della D700. Questa volta, quindi, sono aumentati i megapixel e non gli ISO (la cui gamma è comunque stata espansa di una stop verso il basso).
Con la D800 è stata mantenuta, e acquista ora pienamente senso, la funzione di cropping che portava già la D700 a simulare il formato DX. Con 36 Mpixel a disposizione, la D800 può permettersi di tagliare ciò che vuole, lasciando al fotografo abbastanza margine per ricomporre l'inquadratura.
La continuità con il modello precedente è chiaramente evidente, ma le differenze non mancano.Laddove la D700 era del tutto carente, cioè nel comparto video, la D800 offre lo stato dell'arte: Full-HD 1080p, con possibilità di esportare segnale video non compresso dalla porta HDMI (8 bit, 4:2:2).
L'impugnatura è stata aggiornata, più simile alla D4, e sono spuntati un paio di nuovi pulsanti sulla parte superiore del corpo. Uno è dedicato al video, come detto assente nella D700, l'altro è nella ghiera superiore sinistra, e comanda il bracketing. Anche sul dorso di nota qualcosa di nuovo, come il selettore movie/still con pulsante LiveView al posto di quello AF, spostato nella parte anteriore, ma complessivamente nulla di sconvolgente per il nikonista.
A proposito di dorso, il display è leggermente cresciuto - 3,2 pollici - mantenendo però la stessa risoluzione di 921.000 che equivale alla risoluzione VGA 640x480 pixel.
Una delle migliorie più interessati del corpo si trova sotto gli sportellini: la D800 è la prima reflex a integrare una porta USB 3; sotto gli sportellini si trova però anche una piccola delusione: niente XQD, la D800 usa una più classica combinazione di CF e SD.

Passiamo ora all'interno del corpo. Il processore è il nuovo Expeed 3, un bel passo avanti rispetto all'Expeed della D700, anche se la potenza di calcolo pare essere diversa rispetto alla D4. In ogni caso, come sulla D4, abbiamo una conversione A/D a 14 bit e una pipeline a 16 bit.
La cadenza di scatto è di 4 fps per immagini in formato FX, che può essere portato a 6 fps scattando in formato DX e usando una batteria opzionale. Entrambi questi dati sono inferiori alla D700, ed è qui che la D800 paga il maggior dazio alla risoluzione del sensore.
Mirino eccellente sulla scia dell'ottima reputazione Nikon, copertura 100% del formato FX 3:2, sistema AF a 51 punti di ultima generazione e sezione esposimetrica sono condivise con la D4.  Da questo punto di vista, siamo al top. E non solo all'interno della gamma Nikon.
Tempi di posa da 30s a 1/8000, syncro flash 1/250s. L'otturatore è garantito per 200.000 cicli, la metà della professionale D4.


                         Fotografo: Cliff Mautner. D800 640ISO, AF-S NIKKOR 70-200mm f/2.8G ED VR II
Corpo tropicalizzato, qualche funzione accessoria aggiunta come l'HDR, livella elettronica su 2 assi: che altro desiderare? La D800 è un corpo macchina di levatura eccezionale, oggetto del desiderio che purtroppo dovrà rimanere tale per molti. Il prezzo di listino è di circa 3000 dollari negli Stati Uniti, che salgono a circa 3200 per la versione D800E.
Fonte: tomshw.it

venerdì 3 febbraio 2012

Lenti a contatto a realtà aumentata, tecnologia Sayan

Innovega, un'azienda statunitense, ha ricevuto fondi dalla DARPA per sviluppare lenti a contatto a realtà aumentata per soldati con compiti di intelligence e sorveglianza. Mondo reale e virtuale si mischieranno, davanti ai nostri occhi.


I militari statunitensi potrebbero presto usare delle lenti a contatto a realtà aumentata. LA DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) ha deciso di finanziare Innovega, un'azienda di Washington specializzata in tecnologie che consentono all'occhio umano di focalizzarsi su immagini proiettate a breve distanza dall'occhio e oggetti sia reali che virtuali. Da rilevare che qualcosa di simile lo sta portando avanti, guarda caso, anche la Washington University.


Queste lenti a contatto, basate sull'interfaccia iOptik di Innovega, si occupano di mettere a fuoco le immagini proiettate su un paio di occhiali proprietari creando un effetto di realtà aumentata. Allo stesso tempo, si può continuare a vedere il mondo circostante. Da tempo la DARPA è interessata a una tecnologie simili e per questo sta finanziando una soluzione analoga realizzata da Vuzix, di cui abbiamo parlato qui.
Randall Sprague, capo tecnologico di Innovega, afferma che con le lenti a contatto si possono fare molte cose, dalla visione di film in 3D (magari per vedere i sottotitoli) allo sviluppo di nuove sinergie con il mondo dei videogiochi. "Anziché visualizzarla su uno schermo, l'azione potrebbe essere tutta intorno a voi".

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=x70ZKwlC1Es

"Le applicazioni più interessanti sono forse quelle che ancora non esistono, e che hanno a che fare con la realtà aumentata in movimento. Essendo in grado di sovrapporre un'immagine virtuale sul mondo reale, possiamo intersecare le informazioni reali con quelle dal vostro cellulare, ad esempio dove si trova l'ufficio postale o la banca più vicina, o qual è il prezzo del pane in un negozio, o altre informazioni che vogliamo sovrapporre alla realtà".
L'obiettivo della DARPA è comunque prettamente militare, e mira a dare ai soldati che fanno parte del programma Soldier Centric Imaging via Computational Cameras (SCENICC) una tecnologia meno ingombrante per compiti di intelligence e sorveglianza. Recentemente abbiamo visto un progetto analogo sviluppato dall'azienda israeliana Lumus.



Fonte: www.tomshw.t

Kinect si aggiorna per supportare Windows 7 e 8

Annunciato al CES 2012 di Las Vegas, oggi è finalmente disponibile Kinect per Windows.


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Microsoft ha inizialmente introdotto Kinect come una delle tecnologie chiave della console XBOX 360 per consentire ai giocatori di interagire con il sistema senza l’utilizzo di alcun controller, ma solo muovendosi davanti allo schermo televisivo.
Il sistema si basa sull’utilizzo di due telecamere e di un proiettore infrarosso che, analizzando le immagini raccolte, può ricostruire i movimenti dell’utente.
Il successo di Kinect è stato esplosivo e in pochi settimane molti utenti hanno iniziato non solo ad utilizzarlo come periferica gaming, ma anche come un dispositivo per interagire con il PC.   
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Microsoft ha saputo cogliere la palla al balzo distribuendo un SDK per lo sviluppo di applicazioni non commerciali da abbinare al Kinect per XBOX 360.
Nel frattempo è continuato lo sviluppo di una SDK commerciale, da oggi disponibile con una versione aggiornata dell’hardware di Kinect.
Le differenze principali rispetto al modello originale sono:
  • Near Mode: Consente di riconoscere i movimenti a soli 40 cm di distanza
     
  • Cavo USB adatto per il collegamento al PC (quello originale è in un formato proprietario)
L’SDK include un set di API aggiornate, il software di installazione da abbinare alle applicazioni commerciali, il supporto alla tecnologia Microsoft Speech V11 ed il supporto a quattro sensori in contemporanea.
Kinect per Windows è supportato da Windows 7 e lo sarà dal futuro Windows 8, anche nelle versioniEmbedded.
Il prezzo di lancio è attorno ai 249 dollari, superiori a quelli richiesti per il normale sensore in versioneXBOX, tuttavia l’aumento di prezzo è giustificabile dal software incluso e dalla possibilità di ridistribuire il software prodotto.
Fonte: www.nexthardware.com

Panasonic Lumix DMC-FT4 e FT20, l'estate è alle porte

Due nuove rugged da Panasonic, per fotografare in ogni condizione ambientale. La FT4, full-rugged, include anche il GPS, mentre la FT20 è più discreta.

A dispetto del meteo, per i produttori di fotocamere è già tempo di vacanze estive (almeno a giudicare dalla quantità di annunci nel settore delle subacquee). Panasonic non perde l'occasione di essere della partita e presenta non uno ma due nuovi modelli: DMC-FT4, full-rugged, e DMC-FT20, robusta e impermeabile ma dall'aspetto estetico più discreto. 
La DMC-FT4 resiste all'acqua fino a 12 metri di profondità, alle cadute da 2 metri, al freddo fino a -10°C e alla polvere. Inoltre è dotata di GPS integrato, bussola, altimetro e barometro: più che una fotocamera, quindi, un "coltellino svizzero" per chi ama l'outdoor.


Obiettivo LEICA DC VARIO-ELMAR 28-128 mm f/3.3-5.9 con caratteristico schema a ottica ripiegata, sensore CCD da 12,1 Megapixel e processore d'immagine LSI Venus Engine consentono di registrare anche video Full HD in formato AVCHD/MP4. Ed è proprio questa l'unica novità significativa rispetto la modello precedente, per chi si è procurato una FT3, può dormire sonni tranquilli.
Solito lungo elenco di modalità creative (Time Lapse, Miniature Effect e Panorama Shot...), tra cui va segnalata la nuova funzione Auto Retouch per il bilanciamento automatico dopo lo scatto (l'equivalente del ritocco automatico di luminosità nel programma di fotoritocco). Non manca comunque una modalità manuale per un maggior controllo creativo sull'immagine.
Altre caratteristiche salienti: schermo LCD da 2,7 pollici e 230.000 punti, sensibilità massima nativa 1600 ISO, modalità 3D. E' disponibile una custodia subacquea (DMW-MCFT3) per arrivare fino a 40 metri di profondità.


La DMC-FT20 invece, è meno ricca di gadget e meno estrema, ma compete comunque alla pari con le principali concorrenti dal punto di vista della robustezza: resiste a polvere, alle immersioni fino a 5 metri, al freddo fino a -10°C e alle cadute da 1,5 m di altezza.
Dal punto di vista fotografico, la FT20 è dotata di un sensore CCD da 16,1 Megapixel e di un'ottica equivalente a 25-100 mm f/3.9-5.7. Il video è HD 720p. Invariate le altre caratteristiche. La FT4 dovrebbe arrivare nei negozi USA a circa 400 euro, mentre la FT20 costerà meno della metà.

Fonte: www.tomshw.it